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Installare un condizionatore: come si fa e quali sono i passaggi da eseguire?

come installare condizionatore

Dopo un inverno piuttosto rigido, stanno finalmente arrivando temperature più miti, con qualche anticipo meteorologico sulla prossima estate. Dunque, è tempo di installare un condizionatore. Come si fa? Nel caso degli impianti di climatizzazione, come noto, è necessario far riferimento a personale tecnico e specializzato ma, se volete seguire i vari passaggi ed essere edotti sulla corretta installazione di split e unità esterna, ecco i passaggi da seguire e controllare step by step.

Ho acquistato un condizionatore: come si installa?

Come abbiamo indicato, una volta acquistato un impianto di climatizzazione come un condizionatore che, secondo le normative vigenti, può rientrare sotto molteplici possibilità di sconto Irpef o Ires (Bonus ristrutturazioni, Bonus mobili, Ecobonus), è il momento della vera a propria installazione presso la propria abitazione. Come si fa e come si precede? Elenchiamo, a seguire, tutti i passaggi da espletare.

-Installazione del condizionatore a cura di un tecnico specializzato. Il primo step è fondamentale, ovvero affidarsi alle mani esperte di un tecnico in possesso di patentino FGAS attivo. Che cos’è? Si tratta di una certificazione per personale operante con gas fluorurati (FGAS appunto), inerente alle vigenti normative europee di settore. Gli specialisti abilitati, dunque, hanno superato un esame teorico e pratico su impianti come condizionatori, pompe di calore e refrigeratori.

-Rispettare le distanze di installazione. Ancora prima di questo punto, probabilmente, sarà necessario prendere visione di eventuali divieti che ne impediscano l’installazione. In assenza di essi, si potrà procedere, osservando le regole previste dall’articolo 907 del Codice civile per le distanze in verticale e in appiombo. Se vi sono vedute dirette oppure oblique, la distanza di installazione dei condizionatori deve essere posta ad almeno 3 metri. Alcune recenti sentenze, però, hanno decretato il decadimento di queste norme, in quanto il condizionatore, sempre più, risulta un elettrodomestico indispensabile per la vivibilità degli ambienti domestici.

-Staffa a muro o piedini anti vibranti. Uno dei problemi spesso riscontrati nel campo della climatizzazione, soprattutto in caso di impianti datati, è “l’inquinamento sonoro” delle vibrazioni date dal funzionamento dell’impianto. Le staffe per gli split montati a muro e i piedini in gomma per l’unità esterna sono ottimali per ridurre le vibrazioni dello stesso e silenziarne i meccanismi.

-In caso di tubazioni molto lunghe aggiungere gas. Altro punto molto importante: i tecnici dovranno visionare la carica del gas predisposta per il condizionatore installato e controllare su quale lunghezza di tubature sia calibrata. Se i tubi, dunque, fossero più estesi sarà necessario aggiungere gas: nel caso di quelli più moderni, per esempio quello contrassegnato dal codice R410A, è meglio effettuare la procedura quando il fluido si trova allo stato liquido, in quanto più stabile.

– Scegliere un interruttore magnetotermico o bipolare per la corrente. Nel primo caso, si tratta di un interruttore che garantisce estrema sicurezza in caso di sovracorrente, mettendo in pausa l’afflusso di elettricità. Il secondo tipo di interruttore, invece, permette un isolamento totale: grazie al doppio morsetto sul retro riesce a interrompere sia fase (cavo che porta corrente) che neutro (cavo attraversato dalla corrente di ritorno).

– Coibentare le tubazioni. È bene munire le guaine dei tubi di nastro argentato e/o di canalina per proteggerle dai raggi UV e dal gelo.

– Scarico della condensa. Tutti gli impianti di climatizzazione devono essere provvisti di un apposito scarico per la condensa generatasi dal procedimento di refrigerazione contenuto nello stesso. Questo particolare elemento deve essere montato in pendenza. In caso contrario la condensa, tramite apposite pompe, dovrà essere convogliata in uno scarico diverso da questo, come quello del bagno, ovviamente da collaudare.

-Prova di tenuta. A questo punto, è necessario effettuare una verifica della tenuta delle tubazioni di collegamento tra unità esterna e gli split. La manovra si effettua in due fasi, chiamate prova di resistenza e prova di tenuta durante le quali, sostanzialmente, viene erogato azoto in bombola. In caso il manometro evidenzi cali di pressione, è necessario provvedere allo studio di eventuali fughe con acqua saponata, ripararle ed effettuare di nuovo la procedura.

-Pulizia tubi a secco. In caso di predisposizione di impianto, è possibile pulire i tubi in rame grazie a particolari proiettili in spugna deformabile, iniettabili all’interno del sistema con azoto o aria compressa.

-Fare il vuoto. È buona norma, inoltre, eliminare aria all’interno dell’impianto, in modo da evitare il malfunzionamento dello stesso a livello di compressore e di perdite di gas.

-Dichiarazione di conformità. Una volta terminate tutte le fasi dell’installazione dei condizionatori, il tecnico abilitato rilascerà un documento molto importante, ovvero la dichiarazione di conformità. A questa è necessario allegare il progetto di impianto, l’elenco di tutti i materiali utilizzati e la certificazione delle prove effettuate e, infine, l’attestazione dei requisiti specialistici dell’impresa o del privato che ha effettuato l’installazione del condizionatore.

Posted On 16 Mag , 2018

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